Storia

Sant’Agata dei Goti è un comune di circa 11.600 abitanti che si trova in Campania, in provincia di Benevento.
Posto lungo il corso del fiume Isclero, alle pendici del monte Maineto, Sant’Agata dei Goti sorge ad oltre 160 m.s.l.m.
Le origini del borgo sono molto antiche e alcuni studiosi ritengono che sia la storica città di Saticula.
Nel 315 a.C. la cittadina venne conquistata dai Romani.
Nel VI secolo d.C. divenne dominio dei Goti (da cui prese il nome) , dai quali passò ad alcune famiglie nobiliari della zona.
L’integrità paesaggistica del centro storico e dei borghi rurali circostanti hanno procurato a Sant’Agata de’ Goti il soprannome di “perla del Sannio”[. Il comune è bandiera arancione del Touring Club Italiano e il centro storico da novembre 2012 fa parte del circuito de I borghi più belli d’Italia

L’economia di  Sant’Agata dei Goti è legata principalmente all’agricoltura ed all’allevamento.
Sant’Agata, festeggiata il 5 febbraio, è la patrona di  Sant’Agata dei Goti.

Cosa vedere

I monumenti di Sant’Agata de’ Goti sono una splendida testimonianza di tutte le epoche trascorse. Come sempre le chiese sono abbondanti e ricche. La Cattedrale dell’Assunta, ovvero il Duomo, è tra le più antiche e riflette il cambiamento delle epoche nel paese: fu costruita infatti nel 970, ma venne ricostruita nel XII secolo e fu restaurata più volte fino al XVIII secolo. Ancora più antica è la Chiesa di San Menna, risalente al VII secolo: conserva le reliquie del santo omonimo, che visse nel IV secolo come eremita sul vicino monte Taburno, e le cui spoglie vennero trasferite nel paese. Splendida è invece la Chiesa dell’Annunziata, che conserva preziosi affreschi del Trecento e Quattrocento, recentemente restaurati, e illuminati dalla luce che attraversa le vetrate policrome. Sant’Agata de’ Goti è stata per oltre mille anni anche sede vescovile: tra i suoi vescovi figurano il santo napoletano Alfonso Maria de’ Liguori, che fece edificare nel XVIII secolo la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Un vecchio convento francescano ospita oggi il municipio.

Da vedere ancora a Sant’Agata de’ Goti sono alcuni palazzi che nascondono delle sorprese niente male. Sicuramente il più interessante di tutti è il Palazzo Parisi, un ex convento del XII secolo situato nel centro storico. Al di sotto del palazzo vi è una serie di grotte comunicanti scavate dall’uomo nel tufo. La complessa rete di ipogei di per sé sarebbe già interessante, se non fosse che ospita un’esposizione da brivido: le segrete. Una mostra sugli strumenti della tortura utilizzati ai tempi della Santa Inquisizione, ricostruiti all’interno delle diverse stanze sotterranee in un museo macabro e curioso allo stesso tempo. La visita si svolge sotto la supervisione di una guida che illustrerà minuziosamente le tecniche di tortura adoperate sui malcapitati. Questo strano museo è aperto dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30, la domenica dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 20. L’ingresso è gratuito.

DA VEDERE:

· l’intero nucleo urbano

· castello ducale

· palazzo Carbone e palazzo Viscardi

· chiesa della S.S. Annunziata

· chiesa di S. Menna

· chiesa di S. Angelo in Munculanis, con la contigua chiesa di S. Francesco, e l’annesso Convento adibito a sede municipale

· il bellissimo Duomo con la cripta medioevale

· chiesa del Carmine

· Chiesa di S. Francesco e Cellula Archeologica

· chiesa di Santa Maria di Costantinopoli

· Museo Diocesano e  luoghi alfonsiani

· Galleria d’Arte Contemporanea e Biblioteca

· Le Segrete di Palazzo Parisi

Il Castello Ducale era un tempo fortezza militare, in seguito divenuto Palazzo Ducale: fu dimora di molti principi e casate nobiliari. Delle quattro torri originarie ne rimane una, di epoca catalana o aragonese, che fino a pochi decenni fa era adibita a carcere. Se avete voglia di visitare qualcosa di meno tetro rispetto a celle e prigioni vi consigliamo il Museo Diocesano. Si tratta di una raccolta di reperti di arte sacra divisa in due luoghi: i cimeli archeologici e artistici sono conservati nella Chiesa della Madonna del Carmine; in un’ala del palazzo vescovile in piazza Umberto I si trova invece una raccolta di oggetti legati a Sant’Alfonso. Al centro della piazza tra l’altro è stato eretto un monumento dedicato al santo, che è patrono della città assieme a Sant’Agata e Santo Stefano.

Come arrivare a Sant’Agata de’ Goti

Per raggiungere Sant’Agata de’ Goti da Napoli basta prendere l’autostra del Sole A1 in direzione Caserta Sud/Marcianise. Da lì bisogna seguire la direzione per Maddaloni/Benevento proseguendo poi sulla statale SS265 e seguendo le indicazioni per Telese Terme/Sant’Agata. Per chi viene da Benevento l’uscita di riferimento sull’A1 è Caianello per proseguire sulla SS372 Telesina. Ci si può muovere in treno sulla linea Napoli-Benevento (via Cancello) ma la stazione ferroviaria è situata ad Arpaia, a 13 km. Meglio utilizzare gli autobus dell’Eavbus. Per chi arriva da lontano e vuole muoversi in aereo l’aeroporto di riferimento è naturalmente quello di Napoli Capodichino. Una visita approfondita del piccolo borgo di Sant’Agata de’ Goti richiede circa cinque ore: le sue bellezze sono tutte concentrate nel centro medievale. Non è un caso che il paese sia presente anche nell’elenco dei Borghi più belli di Italia.